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Il volo notturno della strige

May 26

Scelte



Un albero sfrondato da vento,
staglia i nudi rami nel cielo:
autostrade di scelte,
labirintici errori senza ritorno,
possibili vie verso la felicità
protese solo verso
un paradiso di nubi temporalesche.
 
Cos'è un'emozione
se non un lampo nella tempesta?

Del rapido bagliore nulla più resta,
se non il tuono dei nostri ricordi,
che fan fanno vibrare le fragili membra.

Guarda dritto innanzi a te,
verso quello che non c'e,
verso quello che non sai,
non continuare a guardare dall'altra parte,
e indignati alla vista
delle nostre anime
stese sul cemento,
assassinate in un momento.

E gli occhi dell'assassino son ancor vicini,
ti spiano da dietro la siepe,
brillanti come fossero felini.

Puoi sentire il suo respiro muto
e lasciarti amare tra le sue braccia,
come fossi svenuto.

Combatterlo non serve, non usa armi,
ma come una serpe circonda il collo con spire di lodi,
adorna il tuo corpo con biechi complimenti,
e brutalmente strangola la personalità pomposa da lui stesso creata.

Sarà così tanto tuo amico
da non riuscire a dirlo malvagio,
sarà così bravo nel porti a tuo agio,
che tu stessa offrirai il collo,
attendendo un placido bacio,
ma trovandòti riversa nell'acido.
May 18

Un giorno come gli altri, solo piu sbagliato





Era meglio nascer morti,
che viver pseudo-tali.

E vorrei essere sufficientemente maturo
per capire di essere tremendamente immaturo.

Forse, è solo perché non vivo di citazioni,
ma preferisco sbagliare coi miei pensieri,
forse, è solo perché
sarei dovuto rinascer ieri.






May 13

A te, come a tutte, come a nessuna

Non è riferita a nessuna ragazza, bensì alle stupide manie di egoistico protagonismo che pervadono ogni donna che passa le giornate a sentire la propria vita riraccontata dalla sua stessa voce ad altre persone cui non interessa... forse solo per farla sembrare meno stupida e vuota (sia la donna, sia la vita)

     Il tuo sciocco protagonismo
     t'impicchera nella piazza del tempo,
     sola come le tue labbra,
     tanto intente a raccontare di te,
     quanto sole nel trovare un perché.

     E racconti di te,
     di quel che non accadde e non accadrà,
     di desideri vivi in un cuore già sepolto,
     e le rose rosse sul molo di un porto
     orfano di navi eleganti
     e dei loro carichi di concretezza,
     tanto aliena a te, figlia della leggerezza.

     Non ci più saranno fanti o cavalieri,
     ma ignobili vassalli d'oggi e ieri,
     e della gente che si perse nei tuoi occhi,
     solo ricordi vani come della neve i fiocchi.

     Non c'e bellezza che si possa equiparare,
     a quella intoccabile, come fosse s'un altrare,
     sul quale, lenta, t' abbandoni,
     attendendo un cavalier sordo,
     che il tuo inutile blaterar non senta,
     ma che finalmente ti possa far contenta.



May 07

Sentieri

Ne avrei di roba da pubblicare tutta insieme, ma non mi pare il caso, non posso..
anche perchè ogni singola "poesia" ha un suo parto alle spalle, e non può essere persa in secchiate di parole.
Eppure ritengo che due poesie tematicamente simili possano essere digerite, e se attentamente osservate, possono risultare anche utili per descrivere i cambiamenti che attraversa l'autore... ma sinceramente a voi che cazzo ve ne frega?



Color rugiada,
abulico e vuoto, si srotola
ripetitivo  come un cerchio,
e rettilineo come la noia,

Oceani ciechi
solcati da vascelli di ghiaccio  scandiscono
col rumore dell'onde infrante
il lento   tempo  d'eterno diamante.

E blu 'l cammino,
di fiamme bianche orlato,
s'infrange contro la figura
di un lupo bianco, alato.

E' un paesaggio di un asetticismo estremo,
un paesaggio che ormai non temo.
E impiccato di profumo
affronto il freddo vento
di sentimenti a stento.

Ma quest'inedia portarà a qualcosa:
un amore in una teca vetrata,
o uno specchio dai bordi taglienti,
per non potersi guardare,
per non potersi negare.

E un passo dopo l'altro
si vive in questo fragile inverno
secondo dopo secondo
snocciolando il conto alla rovescia
che ci liberarà nell'inferno.



Vorrei perdermi di nuovo,
sui sentieri battuti da carri armati,
su colline paltose di pensieri comodi.

Ma il mio pragmatismo filosoficida
non me lo permette,
non ho più il lusso di sentirmi triste,
o inadatto, o incapace.

Prodigarsi nel dipinto di se stessi,
a tratti decisi e rapidi,
tanto laconici quanto calcati,
quanto celati e forse errati.

E su una strada lastricata d'oro,
osservare con nostalgia la palta
è da romantici inguaribili;
abortirla è una battaglia da inconsapevoli.

Nella luce cercar l'ombra,
e ripercorrere il pensiero
con una candela in mano,
rendendosi conto che il buio
  non è poi così lontano*.

* (il verso "non è poi così lontano" andrebbe letto come se una voce lo bisbigliasse)



April 29

Not always the same black stranger

E così dopo 5 mesi ritorno al mio esser di parole, all'anima poetica che tanto mi duole...
Questa volta lo faccio in maniera diversa, lo faccio con rabbia repressa e orgogliosa...un paio di poesie di un mesetto fa

     Rage - stage 1

Sotto a metri di rabbia,

erigo castelli di sabbia,
con alte torri di sogni irrealizzabili,
e scuri sotterranei ove rinchiudere il mondo.

Un fiume di insulti nel vento,
fortemente sospinge le vele nere vele d'ambizione,
d'una barca con lontana destinazione,
nel tempo e nello spazio,
lungo una rotta di singhiozzi altrui,
di gente abbandonata
e di battaglie cruente.

No, non c'e più niente
che valga la pena di fermarsi ad aspettare,
fin troppo tempo ho perso a scrutare,
or dunque è giunta l'ora di partire
e vedere le ombre morire,
sotto a metri e metri di rabbia 

fin dove arriverò, non lo so,
ma son certo che or non ti cerco e mai più mi girerò.


   Rage stage 2

Io brucio:
case, castelli, chiese
dentro me.
E nubi di fuligine mi annebbiano l'anima,
sporcando il verbo e pulendo la volontà.

Io brucio:
la viltà delle parole, l'egoismo dell'erigersi,
l'inutilità dell'amarsi.
Quel che rimane del mio passaggio
son sol neri pezzi di vile carbone arso.

Io brucio;
dentro la vostra gola, giù fino ai polmoni,
togliendovi il respiro.
Si, il respiro,
fino all'ultimo che farete
e spirando pregherete.

Che sia li con voi.

Brucia, ardi, muori.
Fatti tuoi.
Riprenderò vita, anima e fiducia,
sul tuo cadavere danzando,
e illuminando la vuota stanza della gente che ti sta attorno, e finalmente ti giudicheranno brillante.
Tu, che da grafite diventi diamente.

 

alessandro

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